Il paradigma del lavoro è cambiato per sempre. Non si parla più di semplici “risorse”, ma di “persone al centro”. In questa sintesi dell’intervista a E-Talentum presso gli studi di Casa 94, vediamo come le aziende possono attrarre i migliori professionisti e cosa cercano davvero i candidati nel 2024.
Dal concetto di Risorsa a quello di Talento.
Secondo Luca Caroglio, Business Expansion Manager di Etalentum, stiamo vivendo un vero e proprio cambio di paradigma. In passato si parlava quasi esclusivamente di ‘risorse umane’, vedendo i dipendenti come elementi di una macchina produttiva. “Oggi il focus si è spostato sui ‘talenti’, afferma Caroglio. “Questo significa rimettere la persona al centro. Non è più solo l’azienda a selezionare, ma è il candidato stesso che valuta l’azienda in base a criteri nuovi: non conta solo la RAL, ma contano i valori, la flessibilità, il benessere aziendale e le opportunità di crescita reale.
“Oggi la sfida non è solo trovare una persona che sappia svolgere un compito”, prosegue Caroglio, “ma trovare il talento giusto che sposi la visione aziendale. Le aziende devono imparare a fare ‘Employer Branding’ per non perdere i migliori professionisti sul mercato”.
Per navigare in questo processo complesso e articolato, le società di Ricerca e Selezione stanno diventando sempre più strategiche.
L’Intelligenza Artificiale come alleato, non come sostituto.
Una delle riflessioni più interessanti riguarda l’uso della tecnologia. Contrariamente alla paura diffusa che l’IA possa sostituire completamente gli umani, emerge una visione di “Human-in-the-loop”:
“L’intelligenza artificiale non è più il futuro, è il presente, e nel nostro settore, quello del recruiting, sta portando una rivoluzione incredibile”, conferma Irene Marchetti, Talent Hunter di Etalentum. “Spesso c’è il timore che l’IA possa sostituire il fattore umano, ma noi la vediamo in modo opposto: è uno strumento potenziante.
“La usiamo per scremare grandi volumi di dati”, spiega Marchetti, “per identificare pattern di competenze che magari a un occhio umano potrebbero sfuggire in una prima analisi veloce. Ma attenzione: l’IA fa il lavoro di velocità, mentre la decisione finale, l’empatia e la valutazione della scintilla tra candidato e azienda restano e resteranno sempre umane. Non è l’IA che sceglie la persona, è l’IA che ci permette di avere più tempo di qualità da dedicare al colloquio vero e proprio, liberandoci dalla parte più burocratica e ripetitiva.”
Soft Skills e “Learning Agility”: Il vero vantaggio competitivo.
Dal punto di vista della selezione, le soft skills hanno superato per importanza le competenze puramente tecniche in molti ambiti. “Le aziende più illuminate ci chiedono persone capaci di adattarsi, che abbiano quella che definiamo learning agility”, spiega Marchetti, “ovvero la capacità di imparare costantemente. Se le aziende cercano persone con flessibilità mentale e la capacità di navigare nell’incertezza, i candidati vogliono capire l’impatto del loro lavoro o sapere di che flessibilità dispongono. Queste sono le domande a cui le aziende moderne devono saper rispondere perché non conta solo cosa sai fare, ma come ti inserisci nella cultura aziendale. Il talento giusto deve risuonare con la visione del team”.
Employer Branding: i dipendenti come primi Ambassador
L’azienda deve essere trasparente. Non è più possibile vendere un’immagine che non corrisponde alla realtà interna. I social media rendono tutto pubblico e i danni reputazionali possono essere enormi. “Noi di E-Talentum consigliamo alle imprese di investire nel benessere dei propri collaboratori”, spiega Caroglio, “perché sono loro i primi ambassador. Se chi lavora per te è felice, attirerai naturalmente altre persone di valore. È un processo di ‘marketing interno’ prima ancora che esterno”.
I giovani e la ricerca del “perché”.
Sfatiamo il mito della mancanza di voglia: i giovani cercano il motivo di ciò che fanno o, come dicono gli americani, il Purpose.
Secondo Caroglio, “i giovani hanno molta voglia di lavorare, ma cercano uno scopo. Non accettano più il ‘si è sempre fatto così’. Vogliono capire il ‘perché’ di quello che fanno. Cercano aziende che abbiano un impatto positivo, magari attente alla sostenibilità. Se dai loro una sfida stimolante e autonomia, sanno dare moltissimo”.
“Cercano anche mentor, non solo capi”, aggiunge Marchetti. “Vogliono qualcuno da cui imparare. Il leader moderno non è quello che dà ordini, ma quello che abilita il talento altrui. Nelle nostre selezioni, vediamo che la possibilità di avere un percorso di coaching o di formazione continua è spesso più attraente di un piccolo aumento salariale.”
Ascolto e autenticità per navigare nel cambiamento
Secondo Marchetti e Caroglio, Il segreto del successo nel mercato del lavoro odierno risiede in due parole chiave: ascolto e autenticità. Ecco i loro consigli per imprese e candidati:
- per le imprese: smettete di cercare “esecutori” e iniziate a costruire ecosistemi capaci di nutrire il talento.
- per i candidati: puntate sulla curiosità e sulla formazione continua. La vostra capacità di evolvere è la vostra sicurezza professionale.
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